'TI (bi)A(si)MO TANTO – Dott. Roberto Seghi Rospigliosi*' ha 3 commenti

  1. 7 Novembre 2015 @ 23:51 Sabrina

    Non ho capito la soluzione ….conviene cercare altre tele bianche da dipingere ….. O ci resta solo la splendida solitudine quale anelito di felicità ? Comunque il riempire l’ amato di nostri contenuti ed il forgiarlo a nostra immagine e somiglianza la trovo un’ analisi agghiacciante e vera …. Ma sopratutto inevitabile ….. Grazie per lo spunto riflessivo …

    Reply

    • 10 Novembre 2015 @ 1:26 Monica

      Cara Sabrina, credo che l’artista vero percepisca e interpreti anche il mondo esterno.
      I pittori solipsisti non hanno mai avuto gran successo… e in genere si lamentano per tutta l’esistenza del fatto che “il pubblico non capisce”.
      Prima di scegliere la solitudine, vale la pena mettersi in discussione, guardarsi dentro con onestà; quindi cercare un vero dialogo con l’altro, che significa anche essere disposti ad ascoltare…qualsiasi “sistema” l’altro utilizzi per comunicare.
      Di certo è inevitabile sperimentare degli approcci fallimentari nella comunicazione di coppia (spesso acquisiti dai modelli genitoriali), ma sta a noi accorgerci di quando stiamo per ripetere gli stessi comportamenti e tentare nuove strade più proficue. <3

      Reply

    • 29 Gennaio 2016 @ 20:24 NATALIA

      La riflessione giustissima… la distanza di osservazione! Cambia il punto di vista certamente…. Se il desiderio di vivere ogni istante con la persona amata non cambia in funzione della distanza di osservazione …. allora per me è Amore con majuscolo.

      Reply


Vorresti condividere i tuoi pensieri?

La tua email non sarà pubblicata.

Copyright © Monica Micheli - All Rights Reserved. Powered by StudioPZ