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SAMHAIN, OVVERO DEL VIAGGIO NEL NOSTRO PROFONDO

Ognissanti è alle porte.

Momento celebrato da varie culture in mille modi diversi, dal festoso Dia de los Muertos del cattolico Messico, all’Halloween anglosassone, risalendo nel tempo fino ai culti misterici e celtici.

Il messaggio di fondo, però, è uno:

L’oscurità va affrontata, cosicché possiamo tornare a vedere il sole arricchiti da una nuova consapevolezza.

 

Il messaggio della nostra strega preferita, Norma

Con l’arrivo dei primi freddi si giunge a un punto di svolta nella grande Ruota dell’Anno.

Nell’antichità, l’inverno era la stagione in cui le persone trovavano più facilmente la morte, perché si pativa il freddo, il cibo scarseggiava ed era più difficile guarire dalle malattie.

Anche la vegetazione concludeva il suo ciclo, ma il suolo era il corpo della Madre Terra e le sue feritoie erano il Suo grembo, dove i semi giacevano per creare poi nuova vita.

E’ questo un momento di passaggio, dalla luce dell’estate, all’oscurità dell’inverno.

E’ in questo frangente che la Dea “scende negli inferi” e noi entriamo nel tempo del sogno.

Il confine dei mondi si assottiglia e, per una notte all’anno, gli spiriti tornano nella nostra realtà.

Questa notte viene chiamata Samhain: per gli antichi celti era il capodanno, perché tutto inizia con l’oscurità.

Samhain è il tempo dell’introspezione, il momento di guarire ferite profonde e purificare quegli aspetti della vita che ci deludono.

E’ attraverso Ecate che tutto vive e muore.

Signora della vita e della morte, è a Lei che ci appelliamo per eliminare l’oscurità che ci avvolge, per risolvere i problemi e le difficoltà che ci si presentano.

Tramite Ecate possiamo eliminare le cattive abitudini e tutto ciò che non va nella nostra vita.

Durante la notte di Samhain i mondi si sfiorano e anche il nostro potere esplode.

Possiamo entrare in contatto con il nostro essere e tramite la divinazione scoprire cosa ci riserverà il nuovo anno.

Prenderemo dei foglietti di carta e scriveremo sopra ciò di cui vorremmo liberarci per poi bruciare tutto nel nostro calderone, dove ci saranno, a completare il rito, erbe purificatrici come salvia, rosmarino, cannella, alloro e lavanda. Accenderemo una candela nera, ci concentreremo sulla fiamma tramite meditazione e scriveremo tutto ciò che ci verrà in mente, anche se in quel momento potrebbe sembrarci insensato.

Potremmo usare il mazzo dei nostri Tarocchi per andare nel profondo e chiedere ai nostri Arcani un suggerimento su come affrontare un problema o su come usare le nostre energie per raggiungere il nostro obiettivo…

Nella notte di Shamain tutto è concesso…o quasi…. 

 

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